Le professioni dello psicologo

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Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Trudy il Ven 16 Apr 2010 - 20:00

Oggi ho assistito al laboratorio sulle professioni dello psicologo.
Sono rimasta molto perplessa: gli studenti del 3 anno sono sicuramente
più consapevoli di noi vecchi (forse) di cosa vogliono fare da grandi ma
il brusio costante dell'aula è stato alquanto fastidioso soprattutto
quando parlavano i colleghi, che maleducati!!!

Mi sono un pò stufata di sentirmi dire dai professionisti ormai già
arrivati certe cose: non accetto questa esaltazione della fatica,
troverei molto più corretto parlare di Impegno, al contrario si è
sottolineato il fatto che chi non è iscritto all'albo non è
psicologo!..questo lo trovo un grave danno per lgi studenti, per la
mobilità internazionale l'esame di stato esiste solo qui! E ho trovato
corretto l'intervento di uno studente che parlava di mancanza di
pratica, è vero. Il tirocinio non basta per imparare, è stupido parlare
di vero psicologo dopo l'esame di stato solo perchè DA SOLO si è
studiato come fare un progetto o come analizzare un caso clinico, perchè
no non ci viene insegnato mai!

Perchè esaltiamo la fatica personale?..esaltiamo le mancanze del nostro
sistema universitario perchè è comodo farlo!Ma perchè l'università non
si sente responsabilizzata quando le persone non riescono a entrare nel
mondo del lavoro?Eppure sul secolo di mercoledì si parlava dell'80%
degli assunti in liguria è un neo laureato.mah..ci credo poco a queste
statistiche e alle loro interpretazioni!
La fatica che noi facciamo per arrivare in fondo ai 5 anni tra burocrazia, tirocinio, esame di stato ecc è uno spreco,non un merito dell'università!
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Paula il Ven 16 Apr 2010 - 21:57

Trudy ha scritto:al contrario si è
sottolineato il fatto che chi non è iscritto all'albo non è
psicologo!
davvero hanno detto una cosa del genere? Shocked
Volevo proprio venire a sentire cosa avessero da restituire di questo laboraorio, ma non ce l'ho fatta. Spero ci siano state anche delle note un po' più positive, e comunque, spero siano riusciti a rendere l'idea della reale versatilità di questa professione, che non è tale certo grazie all'esame di stato.

Trudy ha scritto:Mi sono un pò stufata di sentirmi dire dai professionisti ormai già
arrivati certe cose: non accetto questa esaltazione della fatica,
troverei molto più corretto parlare di Impegno
condivisibilissimo, condivido.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da camelia il Ven 16 Apr 2010 - 23:39

Trudy ha scritto: si è
sottolineato il fatto che chi non è iscritto all'albo non è
psicologo!..

Ok, condivido il fatto che l'esame di stato sia solo una cosa burocratica e fosse per me lo abolirei, però l'intervista di cui si è parlato quando è stata detta quella frase si riferiva ad una persona che sta in laboratorio a fare ricerca su cervelli morti ed è stato sottolineato che non ha nessun contatto con le persone. Non metto in dubbio che il suo lavoro sia utile, ammirevole etc... ma mi spiegate come fa a chiamarsi psicologo un uomo che non ha nessun contatto con gli altri, che non si relaziona con i pazienti?....Sicuramente è un valido e competente ricercatore, ma non uno psicologo.
Non dimentichiamoci che il nostro è un lavoro che si basa sulle relazioni, se queste non ci sono non siamo psicologi, siamo altre figure professionali. La laurea in psicoogia è il punto di partenza, ma la professione si costruisce sulle relazioni.

In ogni caso, per quanto l'esame di stato sia solo un atto burocratico discutibilissimo, e pur vero però che attualmente la legge italiana impone l'abilitazione per poter esercitare, quindi in effetti se si esercita senza si commette un reato...vorrei anch'io che non fosse così, ma per il momento le cose stanno in questo modo.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Andrea D.T. il Sab 17 Apr 2010 - 0:03

una domanda
ho sentito in questi giorni da amici in facoltà che frequentano questo laboratorio o comunque frequentano il corso di psicologia, e la mia domanda è : gli psico terapeuti sono più avvantaggiati (nel campo della psicologia) o ho capito male?
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Cinzia il Sab 17 Apr 2010 - 0:14

In che senso avvantaggiati?
Per diventare psicoterapeuta bisogna essere iscritti all'albo degli Psicologi ed aver frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta, della durata- mi pare- di quattro o cinque anni, con tirocinio ed analisi personale obbligatori.
E' un percorso in più, necessario per lavorare più in profondità con le persone.
In genere gli psicoterapeuti lavorano come liberi professionisti, cioè aprono uno studio da soli o associati a qualcun altro.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Andrea D.T. il Sab 17 Apr 2010 - 0:24

quattro anni

perchè ho capito che gli psicologi che son venuti (che han spiegato eccetera) erano solo psicoterapeuti,quindi certi studenti avviliti che dicevano, solo con psicoterapia si ha sbocchi? ma magari ho capito male
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Cinzia il Sab 17 Apr 2010 - 0:37

No no, può darsi che tu abbia capito benissimo....non ero presente, quindi mi baso solo sulla logica per risponderti.
A conti fatti, chi è psicoterapeuta è uno psicologo a tutti gli effetti, con un bagaglio ulteriore che gli deriva dal successivo percorso.
Indipendentemente da tutto il resto, una carta in più rispetto ad uno psicologo ce l'ha.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Trudy il Sab 17 Apr 2010 - 1:19

Lo psicologo è chi si laurea in psicologia e ha fatto l'esame di stato. Lo psico terapeuta è chi ha svolto la specializzazione (analitica, jungiana, freudiana, gestaltica ecc) e può durare dai 4 ai 5 anni.
Non penso proprio sia avvantaggiato, proprio no!

La figura dello psicologo non deve essere interpretata solo come figura che si basa sulle relazioni, perchè non è vero! In europa e negli stati uniti gli psicologi fanno ricerca insieme a biologi o medici senza alcun esame di stato, io lo farò ma aborro con tutto il mio essere questo pezzo di carta dello stato che certifica che lo stato ti ha insegnato qualcosa perchè è falso!!!!!!!..se ho imparato a farlo è perchè IO ho studiato, perchè IO ho usato le mie capacità e non perchè mi siano stati dati particolari strumenti per capire!

In svizzera dopo 2 anni di tirocinio (senza esami ulteriori, tenendo conto che se non passi tutti gli esami del primo anno con una determinata media sei fuori) diventi psicologo a tutti gli effetti.
Quando smetteremo di dirci che selezionare vuol dire discriminare?..è falso!..far andare avanti tutti non vuol dire qualificare il meglio ma abbassare tutto sotto lo stesso livello!
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da camelia il Sab 17 Apr 2010 - 1:27

Trudy ha scritto:
La figura dello psicologo non deve essere interpretata solo come figura che si basa sulle relazioni, perchè non è vero!

Ah no? E su cosa si basa? La ricerca in generale non esclude il contatto con gli altri e le rlazioni....in quell'intervista specifica però è stato detto che l'unica cosa con cui è in contatto lui sono i cervelli morti...allora anche il patologo è uno psicologo? Ripeto che ho massimo rispetto del suo lavoro, ma mi riesce un po' difficile chiamarlo psicologo, poi per carità ognuno ha le sue idee.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Trudy il Sab 17 Apr 2010 - 1:33

Non è questione idee, sono messaggi che passa l'università!

Lo psicologo si occupa di neuro psicologia, neuro biologia. Lo psicologo ripeto e sottolineo non SOLO si basa sulle relazioni, e lo dico da persona che non ha interesse a studiare processi cognitivi e bla bla..ma ridurlo solo alle relazioni mi pare poco e toglie sì, scientificità e ci riduce a una materia umanistica..
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da camelia il Sab 17 Apr 2010 - 1:41

Trudy ha scritto:Non è questione idee, sono messaggi che passa l'università!

Lo psicologo si occupa di neuro psicologia, neuro biologia. Lo psicologo ripeto e sottolineo non SOLO si basa sulle relazioni, e lo dico da persona che non ha interesse a studiare processi cognitivi e bla bla..ma ridurlo solo alle relazioni mi pare poco e toglie sì, scientificità e ci riduce a una materia umanistica..

Ma io non ho detto che se si basa sulle relazioni non è scientifico, anzi eccome se lo è. Il neuropsicologo ha contatti con moltissimi pazienti. Ripeto che il caso di quell'intervista era un po' diverso, mi dispiace, ma credo che non avere nessun contatto con le persone...e il contatto può anche essere scientifico....non faccia di un professionista uno psicologo.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Trudy il Sab 17 Apr 2010 - 1:54

..beh credo che in generale ci sia un'idea rigida dello psicologo..come dire il medico cura le malattie e ha anche relazioni con i pazienti, allora è psicologo?..no, non è questo che ci rende peculiari a mio avviso
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Paula il Sab 17 Apr 2010 - 2:07

camelia ha scritto:
Ma io non ho detto che se si basa sulle relazioni non è scientifico, anzi eccome se lo è. Il neuropsicologo ha contatti con moltissimi pazienti. Ripeto che il caso di quell'intervista era un po' diverso, mi dispiace, ma credo che non avere nessun contatto con le persone...e il contatto può anche essere scientifico....non faccia di un professionista uno psicologo.
Beh, allora potremmo intanto metterci d'accordo su cosa intendiamo per "psicologo" e (su quale fosse lo scopo del laboratorio).
Se la prospettiva è capire cosa si possa fare con una laurea in psicologia in tasca, prospettiva dal nostro punto di vista di studenti senz'altro più utile e interessante, allora uno psicologo (= laureato in psicologia) ha fra le altre anche la possibilità di fare dottorati di ricerca e ricerca, per esempio in neuroscienze, neurofisiologia, comportamento, ecc ecc (come nel caso della persona di cui state parlando, se ho capito chi è) e non avere mai a che fare con una persona.

Se invece ci limitiamo a vedere come unico esito dei nostri studi LA professione dello psicologo, quello a contatto con le persone in senso classico, magari in uno studio o giù di lì… abbiamo già perso di vista molte delle potenzialità del nostro bagaglio formativo.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da camelia il Sab 17 Apr 2010 - 2:09

Trudy ha scritto:..beh credo che in generale ci sia un'idea rigida dello psicologo..come dire il medico cura le malattie e ha anche relazioni con i pazienti, allora è psicologo?..no, non è questo che ci rende peculiari a mio avviso

Il punto è che se ci sono determinati parametri ( tipo esame di stato) per esercitare una professione non possiamo ignorarli...possiamo dire che sono sbagliati, ingiusti etc...però finchè ci saranno dovremo attenerci a quello.
Inoltre non sono così convinta che all'estero sia sempre tutto migliore, forse alcune cose si, ma ho la sensazione che svalutare la scuola italiana sia diventato quasi un luogo comune.

Quando io parlo di relazioni con i pazienti intendo dire relazioni di intervento psicologico, è ovvio che non le paragonavo alle relazioni che si possono avere con il medico o con qualsiasi altro professionista.

Paula ha scritto:
Beh, allora potremmo intanto metterci d'accordo su cosa intendiamo per "psicologo" e (su quale fosse lo scopo del laboratorio).
Se la prospettiva è capire cosa si possa fare con una laurea in psicologia in tasca, prospettiva dal nostro punto di vista di studenti senz'altro più utile e interessante, allora uno psicologo (= laureato in psicologia) ha fra le altre anche la possibilità di fare dottorati di ricerca e ricerca, per esempio in neuroscienze, neurofisiologia, comportamento, ecc ecc (come nel caso della persona di cui state parlando, se ho capito chi è) e non avere mai a che fare con una persona.

Se invece ci limitiamo a vedere come unico esito dei nostri studi LA professione dello psicologo, quello a contatto con le persone in senso classico, magari in uno studio o giù di lì… abbiamo già perso di vista molte delle potenzialità del nostro bagaglio formativo.

Ma chi l'ha detto che la ricerca comporti l'azzerarsi dei contatti con le persone? Se è così allora sicuramente non vorrò mai fare ricerca.
Comunque questo professionista sarà sicuramente valido e bravo ma sinceramente lo chiamerei ricercatore, non psicologo.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Dott.ssa Orny il Sab 17 Apr 2010 - 9:59

Intervengo perchè mi avete stimolato due o tre riflessioni che passo.
intanto lo psicologo è quelle laureato in psicologia 5 anni di corso.
Per esercitare la professione deve sottoporsi all'esame di stato.
Così come devono fare, tra gli altri: il medico, il notaio, l'avvocato, il commercialista, il promotore finanziario, il giornalista... e chissà quanti altir.
Vi assicuro (io l'ho fatto) l'esame per fare il promotore finanziario è difficilissimo e passa soltanto il 40% di chi si sottopone. Rimanere iscritti all'albo costa...
Questo è il nostro paese, nel bene e nel male.
Quanto a noi, ma chi l'ha detto che lo psicologo deve fare per forza il terapeuta.
Ma ben vengano altri settori (ma perchè la ricerca dovrebbe essere "sminuente"? Fare ricerca per la psicologia è fondamentale, è l'unico modo per toglierle quell'alone di magia/stregoneria/ma che ci stai a fare) ed altre opportunità di lavoro!
Ma vi immaginate un tizio senza preparazione psicologica a predisporre/somministrare un test?
Ognuno deve essere libero di scegliere senza sentirsi psicologo di serie B. Questo mi pare buttarsi la zappa sui piedi. Da soli.
Lo psicoterapeuta (così come concepito oggi) ha poca possibilità di trovare lavoro. Non fanno altro che ricordarcelo. Avranno le loro ragioni? (interessi?)
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:31

Trovo molto interessante questa discussione...

In termini legali si definisce "dottore in psicologia" colui che ha conseguito la laurea specialistica in psicologia. Invece si diventa "psicologo" soltanto dopo aver svolto un totale di 1000 ore di tirocinio e aver superato con successo l'esame di stato. In questo modo si ottiene l'abilitazione alla professione e si ha la possibilità - ma non l'obbligo - di inscriversi all'ordine regionale degli psicologi. Quest'ultimo tassello risulta indispensabile per intraprendere la carriera come libero professionista e per partecipare ai concorsi pubblici.

Per quanto riguarda gli "psicoterapeuti" si può parlare di maggiori possibilità soprattutto per quanto riguarda la partecipazione ai (pochissimi) concorsi pubblici che ormai prevedono tutti la specializzazione (ad es per contratti in ambito ospedaliero).

La mia opinione è che più che ridurre la professione al superamento dell'esame di stato si potrebbe puntare maggiormente sulla formazione pratica la cui qualità tende a dipendere troppo dai rarissimi casi in cui si riesce a svolgere tirocinio presso sedi davvero valide.

Non so quale sia l'articolo da voi citato però un professionista che, come avete scritto, studia "i cervelli morti" e ha superato l'esame di stato è a tutti gli effetti uno "psicologo".

Secondo me è davvero importante sottolineare che la psicologia non si riduce alla sola attività clinica che oltretutto viene ormai svolta in gran parte da chi è abilitato anche alla psicoterapia.

Le persone che svolgono il dottorato di ricerca, che fanno ricerca in laboratorio ecc sono a tutti gli effetti psicologi (se hanno superato l'esame di stato) e, tranne rari casi, non si occupano solo di quello ma svolgono anche attività a contatto con altre persone. La ricerca psicologica è molto importante, se non ci fossero persone che si occupano anche di "studiare i cervelli morti" non sarebbe possibile definire la psicologia come una scienza e gli psicologi clinici e psicoterapeuti non potrebbero svolgere l'attività clinica se fossero all'oscuro dei progressi nello studio degli aspetti funzionali dell'attività cerebrale.

Piccola curiosità: chi sono i professionisti che hanno relazionato a questo laboratorio?


Ultima modifica di Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:43, modificato 2 volte
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Dott.ssa Orny il Sab 17 Apr 2010 - 12:34

Concordo!
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:39

omastroianni ha scritto:Concordo!

Grazie ^^

Un'altra cosa importante e che non tutti sanno è che per partecipare ai concorsi di dottorato di ricerca (ad es presso la facoltà c'è il dottorato in psicologia e scienze cognitive che ha durata triennale) non è richiesta l'abilitazione bensì l'unico requisito per partecipare al concorso è il possesso della laurea specialistica.
Questo perchè non tutti sono interessati a intraprendere sin da subito la carriera di libero professionista.

E' chiaro che - alla fine della fiera - conviene a tutti ottenere velocemente la tanto sudata abilitazione perchè senza è impossibile addirittura prestare servizio come psicologo volontario presso enti privati...


Ultima modifica di Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:41, modificato 1 volta
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da camelia il Sab 17 Apr 2010 - 12:40

omastroianni ha scritto:Intervengo perchè mi avete stimolato due o tre riflessioni che passo.
intanto lo psicologo è quelle laureato in psicologia 5 anni di corso.
Per esercitare la professione deve sottoporsi all'esame di stato.
Così come devono fare, tra gli altri: il medico, il notaio, l'avvocato, il commercialista, il promotore finanziario, il giornalista... e chissà quanti altir.
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Quanto a noi, ma chi l'ha detto che lo psicologo deve fare per forza il terapeuta.
Ma ben vengano altri settori (ma perchè la ricerca dovrebbe essere "sminuente"? Fare ricerca per la psicologia è fondamentale, è l'unico modo per toglierle quell'alone di magia/stregoneria/ma che ci stai a fare) ed altre opportunità di lavoro!
Ma vi immaginate un tizio senza preparazione psicologica a predisporre/somministrare un test?
Ognuno deve essere libero di scegliere senza sentirsi psicologo di serie B. Questo mi pare buttarsi la zappa sui piedi. Da soli.
Lo psicoterapeuta (così come concepito oggi) ha poca possibilità di trovare lavoro. Non fanno altro che ricordarcelo. Avranno le loro ragioni? (interessi?)

Ma infatti io non ho detto che è psicologo solo chi fa lo psicoterapeuta, ho detto soltanto che anche chi fa ricerca ha contatti con le persone (i soggetti sperimentali e di controllo). Quindi lo psicologo può esercitare in vari ambiti di intervento, su questo sono assolutamente d'accordo....però ripeto...se un professionista si occupa esclusivamente di sezionare cervelli morti e non vede mai nessun soggetto sperimentale secondo me non è uno psicologo. Non esistono psicologi di serie A o di serie B, però se stiamo chiusi in laboratorio e non abbiamo contatti con nessuno cosa ci distingue da un ricercatore medico, fisico, chimico etc? E' tutto molto utile, non dico mica il contrario, però nel caso specifico di quell'intervista ho avuto l'impressione che il suo lavoro si avvicinasse molto di più all'ambito medico piuttosto che a quello psicologico.

Lyra Belacqua ha scritto:
Non so quale sia l'articolo da voi citato però un professionista che, come avete scritto, studia "i cervelli morti" e ha superato l'esame di stato è a tutti gli effetti uno "psicologo".

La persona a cui mi riferisco non ha mai fatto l'esame di stato, quindi non è abilitato alla professione di psicologo
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:51

camelia ha scritto:però ripeto...se un professionista si occupa esclusivamente di sezionare cervelli morti e non vede mai nessun soggetto sperimentale secondo me non è uno psicologo. Non esistono psicologi di serie A o di serie B, però se stiamo chiusi in laboratorio e non abbiamo contatti con nessuno cosa ci distingue da un ricercatore medico, fisico, chimico etc? E' tutto molto utile, non dico mica il contrario, però nel caso specifico di quell'intervista ho avuto l'impressione che il suo lavoro si avvicinasse molto di più all'ambito medico piuttosto che a quello psicologico.

Questo infatti è un giudizio personale e soggettivo che personalmente rispetto pur non essendo d'accordo.

Vorrei fare un'ulteriore precisazione: sono molto rari i casi in cui si svolge ricerca psicologica senza considerare, oltre al funzionamento dell'organo, anche l'implicazione sul funzionamento della persona.
Inoltre le ricerche vengono finanziate se hanno risvolti applicativi, basti pensare a tutti i progetti di ricerca che prevedono lo studio dell'efficacia di un intervento (psicologico, farmacologico ecc).

Ripeto, secondo me l'università dovrebbe aiutare di più in itinere gli studenti a capire quali sono nella realtà le implicazioni delle cose che vengono studiate per i vari esami. Questo perchè molto spesso si tende ad avere un approccio ai vari ambiti d studio (metodologia della ricerca, psicologia clinica, neuropsicologica ecc...) come se fossero separati tra di loro.
La ricerca esiste perchè è funzionale a tutti gli ambiti applicativi entro cui può muoversi lo psicologo e non esiste un professionista che lavora isolato entro un delimitato territorio di studio.
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Lyra Belacqua il Sab 17 Apr 2010 - 12:52

camelia ha scritto:

La persona a cui mi riferisco non ha mai fatto l'esame di stato, quindi non è abilitato alla professione di psicologo

Allora in tale caso non può essere definito psicologo bensì "dottore in psicologia" ed eventualmente "dottore di ricerca" se ha svolto il dottorato
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Andrea D.T. il Sab 17 Apr 2010 - 15:25

io non capisco perchè c è ancora il 3 più 2... perchè non fanno direttamente la quinquiennale (se si scrive cosi) come all'amata giurisprudenza?
perchè con il tre più due c è più iscritti? credono di dire va beh tre anni si arriva e poi altri due chissene, mentre vedere il numero 5 anni provoca timore e non si iscrivono le matricole? (chiedo eh)
secondo me è una stronzata scusate il termine a fare tre anni più due.. non capisco perchè in tutta italia è cosi, è prendere in giro secondo me gli studenti che si illudono di aver una laurea triennale e poi non si ha nulla.. se sbaglio spiegatemi
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Cinzia il Sab 17 Apr 2010 - 16:13

Andrea D.T. ha scritto: io non capisco perchè c è ancora il 3 più 2... perchè con il tre più due c è più iscritti? credono di dire va beh tre anni si arriva e poi altri due chissene, mentre vedere il numero 5 anni provoca timore e non si iscrivono le matricole? (chiedo eh)

Bravo Andrea: chissà se la Moratti nel calcolo degli incassi (tasse) avrà tenuto conto anche dell'aspetto percettivo!
Tre anni...intanto pagano, nel frattempo si accorgono di essere stati presi per il c...o e se superano la frustazione sono altri due anni di introiti!


Andrea D.T. ha scritto:secondo me è una stronzata scusate il termine a fare tre anni più due.. non capisco perchè in tutta italia è cosi, è prendere in giro secondo me gli studenti che si illudono di aver una laurea triennale e poi non si ha nulla.. se sbaglio spiegatemi

Mi sono permessa di sottolineare le tue parole: secondo me hai fatto una sintesi perfetta (naturalmente il discorso è riferito al valore che può avere la laurea triennale ai fini di un lavoro: non è in discussione l'importanza dello studio personale "di per sé", della preparazione- aggiungo ora perché ho considerato implicita la distinzione).

Purtroppo è legge, se non sbaglio del 2004, però chiedo a chi è più informato, se ne ha voglia, di darci qualche spiegazione.
Io sono troppo coinvolta...ho anche altri motivi per avercela con la Moratti.
E visto che nel topic sullo sport si parlava di associazioni, stavolta mi è venuto in mente Formigoni...non ce la fo a reggerli..... scusate
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Andrea D.T. il Sab 17 Apr 2010 - 16:24

si si io mi riferivo ai fini del lavoro,,, nulla contro l'importanza dello studio personale, anzi
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Re: Le professioni dello psicologo

Messaggio Da Dott.ssa Orny il Sab 17 Apr 2010 - 16:58

Il motivo della suddivisione 3+2 è un accordo a livello europeo, mi pare di ricordare...
L'unico paese dove lo psicolgo Junior non "funziona" è il nostro, altrove in Europa ha possibilità di lavoro diverse.
E' stata una scelta forzata e calata dall'alto? Forse, ma è anche vero che le lobby qua sono molto potenti, e forse la laurea junior non ha garbato, e nessuno ha pensato di creare percorsi ad hoc.
Forse!
Un link che forse qualche spiegazione la offre:
http://www.psy.it/documenti/traduzione_EUROPSY.pdf
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