Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Pagina 1 su2 • Condividere •
Pagina 1 su2 • 1, 2 
Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Non è il mio pensiero
ma quello della nostra amatissima e supercompetente
ministra Mariastella Gelmini, la quale, in un intervento a Ballarò dell'11 Gennaio 2011, ha detto proprio così. Una ragazza le ha risposto con questa lettera che vorrei condividere con voi.
Gent.ma Ministro Gelmini,
ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione e mi sto specializzando in pubblicità.
Molte volte mi sono sentita dire, un po' per scherzo e un po' sul serio, che il mio era un corso di laurea “facile” e che un mio trenta in Sociologia o non valeva neanche la metà di un 25 preso da uno studente di giurisprudenza in diritto penale o di un 18 in Anatomia.
Ho risposto sempre con il sorriso sulle labbra a chi dubitava dell'utilità dei miei studi: ho risposto lavorando di giorno e studiando di notte, ho risposto trovando sempre degli ottimi lavori, senza raccomandazione e nei quali ho messo a frutto i miei studi.
Dall'aria che tira, mi pare di capire che su un'eventuale Arca di Noè, non ci sarebbe spazio per noi poveri professonisti della comunicazione. Non per me, né per i creativi, né per gli stagisti che a centinaia lavorano nelle aziende dell'impero mediatico del presidente del consiglio. Noi non serviamo, le nostre lauree non servono.
Sono inutili anche tutti quei comunicatori, esperti di immagine creativi e chi più ne ha più ne metta che in questi anni non solo hanno permesso l'aumento esponenziale del fatturato delle aziende del Presidente del consiglio, ma che lo hanno anche supportato nella sua discesa in campo e che studiano le sue mosse e quelle del suo partito.
Le sue parole a Ballarò, poche e passate forse in sordina ai più, “abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione” sono state come un colpo di pistola. Se lo dice il ministro, mi sono detta, sarà vero. Io mi fido delle istituzioni, sa?
E allora come mai permettete il proliferare di università private che chiedono 30.000 euro per un master in comunicazione? O è truffa o è circonvenzione d'incapace. In entrambi i casi, un reato.
Ho frequentato l'università pubblica, il mio corso di laurea è stato autorizzato dal ministero da lei presieduto. Quindi io sono stata truffata dallo Stato. E pretendo un risarcimento.
Ho fatto un breve calcolo: 5 anni di tasse, di affitto – sono una fuorisede – di libri, di abbonamento ai trasporti, bollette e spese varie fanno circa 10.000 euro. Se a questo ci aggiungiamo il danno biologico – studiando la notte e lavorando di giorno, il mio fisico ne ha risentito – e i danni morali e materiali arriviamo a 20 mila euro. Che ho intenzione di chiedere all'Università di Palermo e al Minstero dell'Istruzione. Io in cambio chiedo l'annullamento della mia laurea e mi impegno a reinvestire i soldi del risarcimento in una bella laurea in giurisprudenza. E in un biglietto A/R per Reggio Calabria. Sa com'è... per l'abilitazione.
Sono certa che, nell'eventuale causa, Lei mi fornirà tutto il supporto e l'appoggio possibili.
Cordialmente,
Simona Melani
Ne sono rimasta molto colpita, forse potremmo fare così anche noi quando saremmo dei disoccupati laureati in scienze delle merendine
. Cosa ne pensate?
ma quello della nostra amatissima e supercompetente
ministra Mariastella Gelmini, la quale, in un intervento a Ballarò dell'11 Gennaio 2011, ha detto proprio così. Una ragazza le ha risposto con questa lettera che vorrei condividere con voi. - Spoiler:
Gent.ma Ministro Gelmini,
ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione e mi sto specializzando in pubblicità.
Molte volte mi sono sentita dire, un po' per scherzo e un po' sul serio, che il mio era un corso di laurea “facile” e che un mio trenta in Sociologia o non valeva neanche la metà di un 25 preso da uno studente di giurisprudenza in diritto penale o di un 18 in Anatomia.
Ho risposto sempre con il sorriso sulle labbra a chi dubitava dell'utilità dei miei studi: ho risposto lavorando di giorno e studiando di notte, ho risposto trovando sempre degli ottimi lavori, senza raccomandazione e nei quali ho messo a frutto i miei studi.
Dall'aria che tira, mi pare di capire che su un'eventuale Arca di Noè, non ci sarebbe spazio per noi poveri professonisti della comunicazione. Non per me, né per i creativi, né per gli stagisti che a centinaia lavorano nelle aziende dell'impero mediatico del presidente del consiglio. Noi non serviamo, le nostre lauree non servono.
Sono inutili anche tutti quei comunicatori, esperti di immagine creativi e chi più ne ha più ne metta che in questi anni non solo hanno permesso l'aumento esponenziale del fatturato delle aziende del Presidente del consiglio, ma che lo hanno anche supportato nella sua discesa in campo e che studiano le sue mosse e quelle del suo partito.
Le sue parole a Ballarò, poche e passate forse in sordina ai più, “abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione” sono state come un colpo di pistola. Se lo dice il ministro, mi sono detta, sarà vero. Io mi fido delle istituzioni, sa?
E allora come mai permettete il proliferare di università private che chiedono 30.000 euro per un master in comunicazione? O è truffa o è circonvenzione d'incapace. In entrambi i casi, un reato.
Ho frequentato l'università pubblica, il mio corso di laurea è stato autorizzato dal ministero da lei presieduto. Quindi io sono stata truffata dallo Stato. E pretendo un risarcimento.
Ho fatto un breve calcolo: 5 anni di tasse, di affitto – sono una fuorisede – di libri, di abbonamento ai trasporti, bollette e spese varie fanno circa 10.000 euro. Se a questo ci aggiungiamo il danno biologico – studiando la notte e lavorando di giorno, il mio fisico ne ha risentito – e i danni morali e materiali arriviamo a 20 mila euro. Che ho intenzione di chiedere all'Università di Palermo e al Minstero dell'Istruzione. Io in cambio chiedo l'annullamento della mia laurea e mi impegno a reinvestire i soldi del risarcimento in una bella laurea in giurisprudenza. E in un biglietto A/R per Reggio Calabria. Sa com'è... per l'abilitazione.
Sono certa che, nell'eventuale causa, Lei mi fornirà tutto il supporto e l'appoggio possibili.
Cordialmente,
Simona Melani
Ne sono rimasta molto colpita, forse potremmo fare così anche noi quando saremmo dei disoccupati laureati in scienze delle merendine
. Cosa ne pensate?
virgoleo89- Utente Attivo

-
Numero di messaggi: 347
Data d'iscrizione: 12.09.10
Età: 22
Località: Valeriapoli (Genova)
Umore: Pericolosamente altalenante
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Ho già letto la lettera della ragazza e come, scherzosamente, ho già detto su FB se chiedesse veramente un rimborso per me potrebbe diventare un piccolo mito! 
Parlando seriamente, dubito che possa succedere qualcosa. dubito che la ragazza faccia veramente ricorso e soprattutto dubito che possa vincere una causa simile però ha tutte le ragioni e appoggio simbolicamente la sua battaglia!

Parlando seriamente, dubito che possa succedere qualcosa. dubito che la ragazza faccia veramente ricorso e soprattutto dubito che possa vincere una causa simile però ha tutte le ragioni e appoggio simbolicamente la sua battaglia!

Pikkola*Folletta- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1726
Data d'iscrizione: 01.09.10
Età: 20
Località: Valle Scrivia
Occupazione/Hobby: Studentessa :(
Umore: Lunatica
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
io dico solo questo.-.. è una grande!
e per quanto vale le ha dato un grande schiaffo a quell'incapace... questo si che è parlare con cognizione di causa e con una laurea meritata e sudata a differenza sua...
io al posto suo me ne starei zitta.. ogni volta che parla si mette sempre di più nel ridicolo.. il problema è che quel Dio di Berlusconi non ci arriva proprio a capire che chi compra le lauree non è in grado di fare il ministro dell'istruzione, non ci arriva proprio...
un applauso virtuale alla ragazza!
e per quanto vale le ha dato un grande schiaffo a quell'incapace... questo si che è parlare con cognizione di causa e con una laurea meritata e sudata a differenza sua...
io al posto suo me ne starei zitta.. ogni volta che parla si mette sempre di più nel ridicolo.. il problema è che quel Dio di Berlusconi non ci arriva proprio a capire che chi compra le lauree non è in grado di fare il ministro dell'istruzione, non ci arriva proprio...
un applauso virtuale alla ragazza!

Federica- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1527
Data d'iscrizione: 18.02.09
Età: 23
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
ammiro la ragazza, il suo coraggio....ma che schifo questi politici....

Dany71- Utente Celebrità

-
Numero di messaggi: 3126
Data d'iscrizione: 27.02.09
Età: 41
Località: Serra Riccò
Occupazione/Hobby: Impiegata amministrativa settore Sanità
Umore: emotivamente 'emotiva'
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Tra l'altro leggevo sul secolo che vogliono levare anche il mio ex corso, Servizio Sociale (facoltà di Giurisprudenza). Bah

virgoleo89- Utente Attivo

-
Numero di messaggi: 347
Data d'iscrizione: 12.09.10
Età: 22
Località: Valeriapoli (Genova)
Umore: Pericolosamente altalenante
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Mah si leviamo tutto.. lasciamo sl medicina.. tanto il resto nn serve a un tubo...mah

Federica- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1527
Data d'iscrizione: 18.02.09
Età: 23
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
virgoleo89 ha scritto:Tra l'altro leggevo sul secolo che vogliono levare anche il mio ex corso, Servizio Sociale (facoltà di Giurisprudenza). Bah
Hai toccato un tema molto molto delicato.
Per effetto del "decreto 17" ( http://attiministeriali.miur.it/anno-2010/settembre/dm-22092010.aspx ) ci sarà una netta riduzione dell'offerta formativa. E' passato molto sotto silenzio, ma avrà un impatto molto molto molto più forte questo de-cretino sulle carriere degli studenti che la tanto discussa riforma. Eppure nessuno ha detto "ba".
Nemmeno i/le grandi leader che sono andati nei vari programmi tv a sventolare la bandiera dell'università pubblica, dicendo un sacco di ca**ate e facendo la figura dei co*lioni. Invece delle banalità e delle frasi fatte che hanno spaperato ai 4 venti sarebbe stato molto più utile discutere di questo de-cretino, per il quale -nella nostra facoltà- rischia di essere messo il numero chiuso a pedagogia, eliminati tutti i curricula dai vari corsi di laurea e forse (ma si sta facendo di tutto per evitarlo) chiusa scienze della comunicazione.
Altro che discussioni infinite sulla composizione del cda e la durata del mandato del rettore.
_________________
IL PARADISO NON E' UN LUOGO DOVE ANDARE, MA UN MODO DI VIVERE!!
Il dovere di informazione è responsabilità di ciascuno di noi.
L'informazione sincera nel caos dei nostri giorni è una vera necessità: più la democrazia entra nel nostro sangue più la libertà dell'uomo è possibile.
Soltanto quando l'uomo sa, conosce ed è in grado di scegliere è davvero un uomo libero!
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Intanto bellissima il de-cretino
Non me ne intendo molto, ma ci sono rimasta quando ho saputo di questi due tagli. Non sono corsi importanti come quelli di medicina (guai a toccare i dottorini!!
), ma Scienze della Comunicazione o è eccome, specie in un'epoca dove i mass media hanno una rilevanza così importanza.
E Servizio Sociale forma gli assistenti sociali, e non die che non sono utili. Quel corso è mal strutturato a mio parere (per questo che l'ho mollato) ma non è inutile
Non me ne intendo molto, ma ci sono rimasta quando ho saputo di questi due tagli. Non sono corsi importanti come quelli di medicina (guai a toccare i dottorini!!
), ma Scienze della Comunicazione o è eccome, specie in un'epoca dove i mass media hanno una rilevanza così importanza.E Servizio Sociale forma gli assistenti sociali, e non die che non sono utili. Quel corso è mal strutturato a mio parere (per questo che l'ho mollato) ma non è inutile

virgoleo89- Utente Attivo

-
Numero di messaggi: 347
Data d'iscrizione: 12.09.10
Età: 22
Località: Valeriapoli (Genova)
Umore: Pericolosamente altalenante
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Beh, io vedo tutto concatenato: non è che da una parte ci sia la riforma e dall'altra ci siano i decreti o decretini: gli uni sono figli dell'altra, la "logica" di fondo mi pare la stessa e mi pare anche evidente. Perché vederle come due cose contrapposte?
Chi difende la scuola (e quindi anche l'Università) pubblica, anzi quel poco, pochissimo che ne è rimasto, non difende solo il diritto all' istruzione (tanto inflazionato a parole quanto calpestato nei fatti) ma il diritto di accedere ai servizi fondamentali per la persona: e il servizio sociale, cui ha accennato virgoleo, ne è parte fondamentale.
Dunque, a mio avviso, nessuna contrapposizione.
Chi difende la scuola (e quindi anche l'Università) pubblica, anzi quel poco, pochissimo che ne è rimasto, non difende solo il diritto all' istruzione (tanto inflazionato a parole quanto calpestato nei fatti) ma il diritto di accedere ai servizi fondamentali per la persona: e il servizio sociale, cui ha accennato virgoleo, ne è parte fondamentale.
Dunque, a mio avviso, nessuna contrapposizione.

Cinzia- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1767
Data d'iscrizione: 22.02.09
Località: Genova
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
la contrapposizione cui accennava Simo sta nell'occuparsi parimenti tanto dei CDA degli atenei quanto dei tagli di importantissimi CDL...ovvero....forse di occuparsi maggiormente dei primi e far passare in sordina i secondi...
ecco la contrapposizione...la vedo..eccome!
ecco la contrapposizione...la vedo..eccome!

Dany71- Utente Celebrità

-
Numero di messaggi: 3126
Data d'iscrizione: 27.02.09
Età: 41
Località: Serra Riccò
Occupazione/Hobby: Impiegata amministrativa settore Sanità
Umore: emotivamente 'emotiva'
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
La contrapposizione c'è se ce la vogliamo mettere: è necessario?
Personalmente credo di no.
Personalmente credo di no.

Cinzia- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1767
Data d'iscrizione: 22.02.09
Località: Genova
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
...io non ce la voglio mettere...la vedo!!
è questione di punti di vista e modi di vedere ed interpretare più che di volontarietà.
è questione di punti di vista e modi di vedere ed interpretare più che di volontarietà.

Dany71- Utente Celebrità

-
Numero di messaggi: 3126
Data d'iscrizione: 27.02.09
Età: 41
Località: Serra Riccò
Occupazione/Hobby: Impiegata amministrativa settore Sanità
Umore: emotivamente 'emotiva'
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Non è una questione di contrapposizioni, ma di fare le cose ragionando oppure fare le cose da pecoroni.
Il decreto che ho citato è di settembre, quindi ha preceduto la riforma. Si può certo dire che è frutto della stessa ottica, ma sono due aspetti abbastanza slegati dal punto di vista pratico. La riforma riguarda prevalentemente la struttura degli atenei, il sistema di governo, il sistema di reclutamento... tutte robe importanti, ma che ben poco hanno a che vedere con gli studenti.
Il decretino che ho citato invece ha moltissimo a che vedere con gli studenti.
Ora mi chiedo: aveva più senso protestare contro un piccolo decretino dagli effetti devastanti e che poteva essere fatto modificare con una facilità relativa o invece scagliarsi a testa bassa contro una riforma che ci tocca poco e che aveva un sostegno politico (non solo nel cdx) tale da metterla al riparo da tutto?
Poi ci chiediamo perchè ci prendono per dei coglioni strumentalizzati: lo siamo!! Ci scateniamo a mille su cose che non ci toccano quasi e non facciamo una piega quando veniamo direttamente danneggiati.
Le borse di studio stavano per sparire ma nessuno se n'è interessato, ho girato le assemblee di mezza genova per spiegare che quello che era un aspetto molto più urgente e importante del resto.
Il decreto 17 è passato e nessuno ha fiatato.
Boh.
Che poi, chiariamo, non è che io sia necessariamente contrario a una "riduzione dell'offerta formativa". Ci sono oggettivamente degli sprechi, corsi di laurea con 12 iscritti et similia, ma un decreto ministeriale fatto col cervello avrebbe distinto da caso a caso e individuato dei parametri specifici... invece in quello che hanno emanato (negli allegati, in particolare) hanno buttato lì parametri uguali per tutti e le università si devono arrangiare, col bel risultato che le decisioni vengono prese all'interno delle facoltà e i gruppi di potere mantengono inalterate le loro cattedre, mentre vengono chiusi i corsi più deboli e nessuno tiene minimamente in conto l'aspetto culturale dell'offerta formativa, che dovrebbe essere invece il criterio principale della faccenda.
Il decreto che ho citato è di settembre, quindi ha preceduto la riforma. Si può certo dire che è frutto della stessa ottica, ma sono due aspetti abbastanza slegati dal punto di vista pratico. La riforma riguarda prevalentemente la struttura degli atenei, il sistema di governo, il sistema di reclutamento... tutte robe importanti, ma che ben poco hanno a che vedere con gli studenti.
Il decretino che ho citato invece ha moltissimo a che vedere con gli studenti.
Ora mi chiedo: aveva più senso protestare contro un piccolo decretino dagli effetti devastanti e che poteva essere fatto modificare con una facilità relativa o invece scagliarsi a testa bassa contro una riforma che ci tocca poco e che aveva un sostegno politico (non solo nel cdx) tale da metterla al riparo da tutto?
Poi ci chiediamo perchè ci prendono per dei coglioni strumentalizzati: lo siamo!! Ci scateniamo a mille su cose che non ci toccano quasi e non facciamo una piega quando veniamo direttamente danneggiati.
Le borse di studio stavano per sparire ma nessuno se n'è interessato, ho girato le assemblee di mezza genova per spiegare che quello che era un aspetto molto più urgente e importante del resto.
Il decreto 17 è passato e nessuno ha fiatato.
Boh.
Che poi, chiariamo, non è che io sia necessariamente contrario a una "riduzione dell'offerta formativa". Ci sono oggettivamente degli sprechi, corsi di laurea con 12 iscritti et similia, ma un decreto ministeriale fatto col cervello avrebbe distinto da caso a caso e individuato dei parametri specifici... invece in quello che hanno emanato (negli allegati, in particolare) hanno buttato lì parametri uguali per tutti e le università si devono arrangiare, col bel risultato che le decisioni vengono prese all'interno delle facoltà e i gruppi di potere mantengono inalterate le loro cattedre, mentre vengono chiusi i corsi più deboli e nessuno tiene minimamente in conto l'aspetto culturale dell'offerta formativa, che dovrebbe essere invece il criterio principale della faccenda.
_________________
IL PARADISO NON E' UN LUOGO DOVE ANDARE, MA UN MODO DI VIVERE!!
Il dovere di informazione è responsabilità di ciascuno di noi.
L'informazione sincera nel caos dei nostri giorni è una vera necessità: più la democrazia entra nel nostro sangue più la libertà dell'uomo è possibile.
Soltanto quando l'uomo sa, conosce ed è in grado di scegliere è davvero un uomo libero!
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Simo ha scritto:virgoleo89 ha scritto:Tra l'altro leggevo sul secolo che vogliono levare anche il mio ex corso, Servizio Sociale (facoltà di Giurisprudenza). Bah
Hai toccato un tema molto molto delicato.
Per effetto del "decreto 17" ( http://attiministeriali.miur.it/anno-2010/settembre/dm-22092010.aspx ) ci sarà una netta riduzione dell'offerta formativa. E' passato molto sotto silenzio, ma avrà un impatto molto molto molto più forte questo de-cretino sulle carriere degli studenti che la tanto discussa riforma. Eppure nessuno ha detto "ba".
Nemmeno i/le grandi leader che sono andati nei vari programmi tv a sventolare la bandiera dell'università pubblica, dicendo un sacco di ca**ate e facendo la figura dei co*lioni. Invece delle banalità e delle frasi fatte che hanno spaperato ai 4 venti sarebbe stato molto più utile discutere di questo de-cretino, per il quale -nella nostra facoltà- rischia di essere messo il numero chiuso a pedagogia, eliminati tutti i curricula dai vari corsi di laurea e forse (ma si sta facendo di tutto per evitarlo) chiusa scienze della comunicazione.
Altro che discussioni infinite sulla composizione del cda e la durata del mandato del rettore.
Simo ha scritto:Non è una questione di contrapposizioni, ma di fare le cose ragionando oppure fare le cose da pecoroni.
Il decreto che ho citato è di settembre, quindi ha preceduto la riforma. Si può certo dire che è frutto della stessa ottica, ma sono due aspetti abbastanza slegati dal punto di vista pratico. La riforma riguarda prevalentemente la struttura degli atenei, il sistema di governo, il sistema di reclutamento... tutte robe importanti, ma che ben poco hanno a che vedere con gli studenti.
Il decretino che ho citato invece ha moltissimo a che vedere con gli studenti.
Ora mi chiedo: aveva più senso protestare contro un piccolo decretino dagli effetti devastanti e che poteva essere fatto modificare con una facilità relativa o invece scagliarsi a testa bassa contro una riforma che ci tocca poco e che aveva un sostegno politico (non solo nel cdx) tale da metterla al riparo da tutto?
Poi ci chiediamo perchè ci prendono per dei coglioni strumentalizzati: lo siamo!! Ci scateniamo a mille su cose che non ci toccano quasi e non facciamo una piega quando veniamo direttamente danneggiati.
Le borse di studio stavano per sparire ma nessuno se n'è interessato, ho girato le assemblee di mezza genova per spiegare che quello che era un aspetto molto più urgente e importante del resto.
Il decreto 17 è passato e nessuno ha fiatato.
Boh.
Ti ringrazio Simo per la tua spiegazione, ora la questione è un po' più chiara ma rimango perplessa su alcune linee di fondo.
Dove e in quali momenti si è parlato, per quanto riguarda la nostra Facoltà, di questo decreto 17? E' di settembre, hai ragione, ma se tu non avessi messo il link, io non avrei saputo dove cercarlo: non ne avevo gli estremi.
Qualche settimana fa ho chiesto ripetutamente che venissero date, qui sul forum, delucidazioni sull' ultimo Consiglio di Corso di Laurea del 12-01-2011 , di cui, qui sul forum, siamo venuti a conoscenza per "sentito dire".
Nella risposta, arrivata dopo un po', viene citato questo decreto, solo come numero: ho chiesto chiarimenti a riguardo, anche per poterlo reperire, e non ho avuto risposta.
Tu parli delle difficoltà incontrate per informare gli studenti di altre Facoltà (ho inteso questo con "assemblee di mezza Genova") in merito alla riforma, ma non solo: comprendo il tuo discorso e condivido le linee di fondo del ragionamento.
E' necessario essere informati su tutti gli aspetti rilevanti, confrontarsi e discuterne.
Per quanto riguarda noi, dove se ne parla?
Nelle assemblee studentesche? Può darsi, ma il numero di persone che partecipa non mi pare molto alto e non so se in tempi brevi si possa ottenere ragionevolmente molto di più.
Io ho più volte battuto sull' importanza di diffondere le informazioni qui sul forum, ho fatto proposte (ad es: raccogliere le richieste per i Consigli, istituire un filo diretto con i rappresentanti) ma non mi pare che le risposte ottenute siano state esaurienti.
A dirla tutta, non mi sembra ci sia stata né che ci sia una grande disponibilità al dialogo e al confronto.
Mi pare di aver capito, correggimi se sbaglio, che sia stata attuata una sorta di decentramento, per cui tu hai assunto anche altre funzioni e quindi il tuo lavoro non riguarda più solo e soltanto la nostra Facoltà.
Ci sono però altri rappresentanti: credo che sia loro compito informare tutti gli studenti e intavolare con loro (noi) un dialogo sugli argomenti portanti.
Come facciamo ad essere informati e a fare scelte criticamente ragionate se le informazioni non vengono rese disponibili a tutti e non viene promosso il dialogo?
E' ovvio che alla fine si legge "solo" quello che c'è sui giornali o si ascolta "solo" quello che viene detto in televisione.
Non si dica poi che abbiamo una visione parziale se non ci si preoccupa di discutere su tutti i punti.
Non si dica che facciamo la figura dei coglioni se c'è una disparità di partenza : cominciamo invece con l'informare tutti su tutti i punti (in questo condivido il tuo discorso) e promuoviamo il dialogo nei luoghi pubblici (e il forum lo è), con tutti.
Non si dica che non facciamo proposte: io ne ho fatto ma sono state bellamente ignorate.
Non pretendevo che le mie proposte venissero accolte, ci mancherebbe, ma almeno una risposta sarebbe stata gradita: anche un no, motivato, che so un "Beh, ne possiamo discutere: gli altri utenti cosa dicono?".
Cose così, insomma.
Va beh, pazienza. Prendiamo atto della realtà.
Personalmente, come persona, cittadina e studentessa, sono rimasta molto perplessa nell' aver saputo così, "casualmente", come voce da bar, che c'è stato un Consiglio di Corso di Laurea, nel non essere stata informata, io come altri studenti utenti del forum, come è nostro diritto essere.
Pare che altre persone ne fossero a conoscenza (come?): io personalmente no- e come me penso altri- e non per mia (e nostra) incuria.
Vista l'importanza dell' incontro in sé e la rilevanza dei temi trattati, credo sarebbe stato opportuno informarci tutti in altro modo sia prima sia dopo.
E questo dovrebbe verificarsi regolarmente per tutti i Consigli, pre e post.
Anche questo ho detto; altra proposta, ignorata e caduta nel nulla.
Non sono neppure soddisfatta del tipo di conversazione, chiamiamola così, che è scaturita in seguito alle mie domande sulla questione.
La risposta da una fonte "ufficiale" è arrivata dopo un po' di tempo: ho chiesto altri chiarimenti, fatto proposte ed è nuovamente calato il silenzio.
Mi sbaglierò ma l'impressione che ne ho ricavato io è che ci sia veramente poca disponibilità al dialogo, ad ascoltare e a confrontarsi con gli studenti.
E' una mia impressione, naturalmente. Giusta? Sbagliata? Non so, dico quello che sento.
Prendiamo atto della realtà ma non si dica poi che non facciamo proposte costruttive o che passiamo o siamo dei coglioni.
Io le proposte le ho fatte e a farmi dare della cogliona, anche se indirettamente, non ci sto.
Sono amareggiata, delusa, e anche parecchio arrabbiata e non ho problemi a dirlo pubblicamente.
E' un'impressione che ricavo da questa realtà ed è un' impressione che non mi piace per niente.
Leggo "sopra di me" le tue parole come firma e mi sembra veramente che siano state disattese, ripenso allo spirito con cui è nato questo forum e mi chiedo dove sia finito.
Chiedo scusa per lo sproloquio: ero decisa e quasi rassegnata a lasciar perdere ma le tue parole hanno fatto da "cue" e mi hanno dato la spinta per reagire esprimendo la discordanza che sento tra quello che si dice, che dovrebbe essere, e quello che, di fatto, è.
Sta a noi vedere la realtà, senza false credenze , decidere se ci sta bene o no e poi agire di conseguenza.
Ma gli strumenti per poter vedere e leggere la realtà senza travisamenti devono essere forniti a tutti: altrimenti è come dire a una persona che non sa leggere quando di fatto le viene reso molto difficile l' accesso alle "strumentalità di base".
Poi ognuno ci mette del suo, chiaramente, ma le basi devono essere date a tutti.
Quindi non si dica che dobbiamo aprire le porte quando la serratura viene bloccata o cambiata e nessuno di noi ha il passpartout.
Si dica piuttosto che, per far sì che le persone si informino a propria volta, chi detiene gli strumenti, la possibilità e il ruolo adatto per informare e raccogliere proposte, a tutti i livelli, lo deve fare- visto che se ne è assunto il compito- con tutti coloro con cui ha a che fare (nell' ambito del proprio ruolo, ovviamente).
Si cominci a fare questo, poi ne riparliamo.

Cinzia- Quasi un V.I.P.

-
Numero di messaggi: 1767
Data d'iscrizione: 22.02.09
Località: Genova
Re: Scienze della comunicazione: una laurea inutile
Simona, sei grande ed hai tutto il mio appoggio e la mia stima! Purtroppo non è soltanto il problema di SDC, ma è un guaio che affligge molti corsi di studio universitari; in una recente intervista, l'esimia Gelmini ha affermato che gli studenti ( invece di sudare sui libri ed acculturarsi ) dovrebbero diventare più pratici e manuali, accettare contratti di apprendistato ed imparare un mestiere, tanto che vuole inserire una sessantina di scuole tecniche " per la tecnologia " allo scopo di formare nuovi tecnici industriali, da quanto ho capito, se qualcun altro ha letto l'intervista ed ha capito qualcosa di diverso, me lo faccia, x amore dell'informazione, presente. Ora pero dico: I meccanici, gli elettricisti, gli idraulici, gli operai, sempre e comunque utilissimi nella nostra società, oltre che onesti lavoratori, sarebbero queste le figure che in questo momento avrebbero bisogno di un sostegno per la loro carriera professionale, secondo la Gelmini. Quando conosco un sacco di persone in gamba in questi ambiti che non hanno avuto difficoltà a fare carriera. mentre un laurea
to giovane e con il massimo dei voti in scienze della comunicazione, pedagogia, psicologia, o lettere, e persino giurisprudenza (a meno di una forte raccomandazione ) è costretto a fare la fame con contratti di apprendistato, o a tempo indeterminato, e comunque sottopagati, specie i futuri pedagogisti ( come me ). Forse la Gelmini dovrebbe prima occuparsi dei settori in crisi, aiutando coloro che finiscono un determinato corso di laurea a trovare lavoro nel loro settore, sopratutto se queste sono persone in gamba che hanno passione per questo lavoro ed ambito di studi. ma a sentirla, sembra che la signorina non voglia, nel nostro paese, gente che tiene alla sua cultura, ad avere un buon titolo di laurea, che sappia unire una buona formazione manuale e professionale ad un buon grado di cultura, indispensabile non soltanto nel lavoro, ma anche ai rapporti sociali ed umani. e poi ci spieghiamo della fuga dei giovani dal nostro paese!
to giovane e con il massimo dei voti in scienze della comunicazione, pedagogia, psicologia, o lettere, e persino giurisprudenza (a meno di una forte raccomandazione ) è costretto a fare la fame con contratti di apprendistato, o a tempo indeterminato, e comunque sottopagati, specie i futuri pedagogisti ( come me ). Forse la Gelmini dovrebbe prima occuparsi dei settori in crisi, aiutando coloro che finiscono un determinato corso di laurea a trovare lavoro nel loro settore, sopratutto se queste sono persone in gamba che hanno passione per questo lavoro ed ambito di studi. ma a sentirla, sembra che la signorina non voglia, nel nostro paese, gente che tiene alla sua cultura, ad avere un buon titolo di laurea, che sappia unire una buona formazione manuale e professionale ad un buon grado di cultura, indispensabile non soltanto nel lavoro, ma anche ai rapporti sociali ed umani. e poi ci spieghiamo della fuga dei giovani dal nostro paese!

Sha_SPE- Buon Partecipante

-
Numero di messaggi: 147
Data d'iscrizione: 29.01.11
Età: 21
Località: Genova
Occupazione/Hobby: Studente
Umore: Decisamente variabile.
Pagina 1 su2 • 1, 2 
Argomenti simili» L'ANGOLO DELLA FORZA DELLA SIGNORA TINA (emozionale facoltativo chiude 23)
» SCIENZE : LE PIANTE
» Mappe concettuali storia, scienze, letteratura, filosofia, psicologia, altro
» Esami e sedute di laurea
» COME SI CALCOLA IL VOTO DI LAUREA
» SCIENZE : LE PIANTE
» Mappe concettuali storia, scienze, letteratura, filosofia, psicologia, altro
» Esami e sedute di laurea
» COME SI CALCOLA IL VOTO DI LAUREA
Pagina 1 su2
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
