UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

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UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da isabellaparigini il Lun 30 Apr 2012 - 20:51

Ciao a tutti! Sono Isabella. Mi rivolgo agli studiosi/studenti del corso di laurea in "Scienze Pedagogiche e dell'educazione" e relativa specialistica/magistrale. Ho deciso di scrivervi perché una mia conoscente ha "risvegliato" la mia coscienza dicendomi: << Non è giusto che la professione del pedagogista non sia affatto riconosciuta in società. Ci sarebbe da riunirci tutti insieme e lottare con dignità per il riconoscimento legale di questa professione>>. Io ho detto che era vero ma...non sono tanto speranzosa, anzi per niente. Sono troppo sognatrice ma...i sogni....a volte... sono come i castelli in aria. Poi mi sono detta che se facevo troppo la pessimista non risolvevo niente. Ripensandoci bene, ogni cambiamento (in generale, ma qui intendevo prettamente sociale) nasce da una speranza, da una fiducia: quella di poter cambiare qualcosa. Non da soli, ma tutti insieme, creando una SINERGIA, ecco la parola magica che per me significa un'unione di più energie. Visto che la società non ci aiuta affatto, credo che noi giovani dovremmo aiutarci a vicenda, ognuno a suo modo con i propri limiti e le proprie potenzialità. La prima cosa da fare, a mio modestissimo parere, è quella di non rimanere isolati, ma confrontarci su queste problematiche. "L'UNIONE FA LA FORZA" non è un luogo comune o uno slogan ma è la realtà. Nel bene o nel male, l'unione con gli altri è un qualcosa di misteriosamente forte, un qualcosa che ti supera e ti trascende. Io mi sono stufata di vedere la mia professione come un qualcosa di non importante, di non riconosciuto!

In 1° luogo non è giusto che i ragazzi che studiano per questo corso di laurea poi migrino altrove, optando per altri corsi per poter trovare un lavoro (come ad esempio succede con Formazione Primaria)! Insomma, non è giusto dover affrontare nuovi impegni, nuovi sacrifici per poter trovare lavoro! In parole povere: perchè ammattire così tanto e ingiustamente quando con il nostro corso di laurea si potrebbe trovare impiego da molte parti? (per lo meno teoricamente e, forse, teoreticamente si, si potrebbe e sarebbe giusto anche praticamente)! Io voglio (attenzione, non vorrei ma voglio perché è una richiesta più che legittima)trovare lavoro con il mio corso di studi e se voglio continuare a studiare lo voglio fare per me e per amore della cultura study e della conoscenza e non per trovare un lavoro.

In 2° luogo, faccenda che mi fa infiammare di rabbia ancora di più, è che la professione del pedagogista non ha riconoscimento, oltre che sociale, anche legale! Si...non esiste l'albo professionale per i pedagogisti. L'albo esiste per tutte le professioni, fra un pò anche per quella del dogsitter, ma per i pedagogisti no! Aooo, ma ci prendete in giro? E chi sono i pedagogisti?
Figli di un dio minore?
(è il titolo di un film e qui si adatta chiaramente alla situazione)! Non c'è RICONOSCIMENTO LEGALE della nostra professione e questo non è giusto!!!

In 3° luogo non è giusto che gli studenti di "Scienze Pedagogiche" non possano insegnare alla scuola d'infanzia e alla primaria. Un'anziana signora che conosco, laureata in Pedagogia parecchi anni fa, con il nostro titolo di studio ha insegnato alle elementari! Vi dirò di più: le mie maestre mi hanno insegnato con un diploma delle Magistrali, quel percorso di studi che ora si chiama Liceo socio-psico-pedagogico! affraid Cose allucinanti! Da farti venire i capelli rasta geek ...beh non sono proprio questi ma almeno si capisce l'idea, no?

In 4° luogo non è giusto che i pedagogisti e gli educatori (anche li le differenze non sono ben chiare...roba da capogiro se si pensa al proliferare degli ambiti di intervento dell'educatore!)siano sottopagati. La loro non è una missione o una vocazione, o per lo meno non solo. Anche loro hanno bisogno di una giusta e decorosa remunerazione come le altre figure professionali perché una decorosa remunerazione è specchio della dignità di questa professione. Il fatto che le retribuzioni siano scarse è segno che viene attribuita poca o nulla importanza a questa professione.

In 5° luogo, a mio parere, (poi ditemi voi cosa ne pensate), sarebbe auspicabile eliminare questi 3 anni+2 che sembra un pò una pagliacciata e non solo a me perché conosco tanta gente che vorrebbe ritornare ai classici 4 anni senza dover fare 2 tirocini, altri laboratori, un'altra tesi, sostenere degli sforzi in più. Oppure dare la possibilità di scegliere se fare i 3+2 o fare un ciclo unico. In alcune facoltà già lo stanno facendo e non sarebbe affatto male.

In 6° luogo: mi sono stufata di sentire sempre la solita storia sulla pedagogia e cioè che serva per lavorare con i bambini! E basta! Ma voi non sapete questa: vi racconto una "barzelletta" (è la verità, mi è successo veramente ma sembra davvero una barzelletta perché fa ridere anche se se ci si riflette bene ci sarebbe da piangere ): un giorno una mia conoscente mi ha chiesto che cosa studiavo e io le ho risposto che studiavo pedagogia e lei mi ha risposto: << Ah, si? Serve mica per CURARE I PIEDI?>>. Ma davvero ragazzi, non sto affatto scherzando anche se la faccenda può sembrare, ed è, esilarante . Insomma, si era confusa con la PODOLOGIA. Infatti il PODOLOGO si occupa di piedi! Invece la PEDOLOGIA, che ha consonanza fonetica con la podologia, si occupa dell'infanzia, se non sbaglio. Ahi, che confusione😕 Shocked

Questo ve lo dico non per prendere in giro la mia conoscente, cosa che non mi permetterei mai e neanche tanto (o non solo) per farvi ridere ma per riflettere sulla serietà e sulla drammaticità della situazione. Infatti, come si può pretendere di vederci riconosciuta la professione del pedagogista quando è proprio la pedagogia in quanto scienza a non essere riconosciuta?

I pedagogisti hanno molto da lavorare ed è meglio farlo assieme, ognuno secondo le sue capacità, possibilità e peculiarità. Ma diamoci da fare!

Io voglio essere pedagogista ed è per questo che mi rivolgo agli "uomini di buona volontà", ossia studenti/studiosi di questa disciplina, a coloro che hanno veramente a cuore la dignità di tale scienza, per poter co-operare assieme! Si, io voglio lavorare come pedagogista e allora sapete che dico? Che qui ci vuole una "lotta"(no, non comunista. Qui non ci sono in ballo i partiti) pacifista per svolgere la professione da pedagogista e io non voglio essere solamente un'utopista!

In attesa di un vostro parere, io vi saluto e vi ringrazio per a vostra cortese attenzione e scusatemi se vi ho fatto venire la barba o i capelli rasta. Tanti saluti e a presto

Isabella Parigini

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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da Arek il Mar 1 Mag 2012 - 2:31

Belle parole, ma credo che alla base di tutto ci vogliano concetti elementari per spiegare a chi comanda (di cui non gliene frega motlo di sta roba) la differenza tra i vari rami degli studi umanistici, se riesci a riconoscere un determinato compito ben distinto da educatori e psicologi allora forse qualcuno ti ascolterà e dirà:
' mmm, vero, potete esser una prima linea in questo campo, e allora cominciate a zapparvici dentro con una bandiera ben definita!'

Ma fino ad allora resteremo 'quelli che si occupano di bambini' e/o 'pseudo sostituti di psicologi piu economici' xD
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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da danila giuranno il Mar 1 Mag 2012 - 15:27

ciao! Ho letto tutto il post e in generale sono d'accordo con te Isabella. Comunque ho da farti dei piccoli appunti, amichevolmente. Il primo è da pedagogista laureata: c'è sempre la possibilità di fare il lavoro che sogni, è sufficiente rimboccarsi le maniche, senza nulla pretendere e creando nuovi modi creativi per svolgerlo, per esempio facendolo on line, associandosi a centri o creandone uno proprio. Il secondo è da maestra di scuola primaria laureanda in sdfp: è controproducente per il tuo scopo invadere altri campi lavorativi, certamente affini come ambito generale, ma che prevedono una preparazione specifica e delicata, molto più allargata. Non vedo perché una pedagogista che ama il suo lavoro, dovrebbe poter insegnare nelle stesse scuole in cui già esiste una figura professionale specifica: i maestri di primaria e di infanzia. Infine, un consiglio: rifletti bene per poter individuare con chiarezza qual è il sogno che vuoi realizzare e persegui solo quello, costi quel che costi. Con amicizia.

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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da isabellaparigini il Ven 4 Mag 2012 - 20:53

Carissima Daniela Giuranno, accetto e accolgo volentieri le tue osservazioni e, ti dirò, non le trovo sbagliate. Ma sai cos'è che non capisco proprio? Non capisco perchè un tempo, fino a non molti anni fa, chi si laureava con i classici 4 anni in Pedagogia poteva accedere all'insegnamento alla scuola d'infanzia e alla scuola primaria e non capisco perché ora non sia più così...cos'è realmente cambiato? Qual'è lo scopo profondo delle persone che hanno prodotto questo cambiamento? E' quello che io mi domando. Sembra che tutto sia fatto per creare scompiglio e confusione. In fondo, un pedagogista può essere anche insegnante. Un pedagogista è anche un maestro! O, meglio: una dimensione del pedagogista è proprio quella dell'insegnamento. Basterebbe leggere il libro Trattato di pedagogia generale di Mario Gennari per avere le idee più chiare. Vedi, io personalmente non ho nulla contro il tuo corso di laurea ma è l'idea di fondo di questi "riformatori" che non mi piace...oggi ci sono troppe specializzazioni e spesso ciò conduce a una parcellizzazione, a una frammentarizzazione. In parole povere, le troppe specializzazioni rischiano di disperdere l'unità del sapere e di non cogliere più l'intero. Non so se sono riuscita ad essere chiara, ma lo vorrei perché di confusione ce n'è anche troppa. Io accetto le tue idee ma rimango ferma della convinzione che un pedagogista potrebbe avere accesso all'insegnamento. E perchè no? A me, personalmente, il mio corso di laurea è piaciuto tantissimo così com'è ma per poter insegnare riconosco che ci vorrebbero altre discipline come la matematica. E, allora, perchè no? Togliere qualche esame "ridondante" dal mio corso e aggiungere discipline come la matematica...io penso che così potrebbe andare. Questo non vuol dire che il pedagogista può "fagocitare" tutte le aree, ma non vedo perchè non poter insegnare visto che un tempo si poteva avere accesso..e poi l'assurdo è che io potrei insegnare o all'asilo nido o, con un tirocinio abilitante, direttamente alle superiori. Ma non ti sembra assurdo?? A me decisamente si!

Ora rispondo ad Arek! Arek non hai torto ma bisogna fare qualcosa in concreto. Io non sono contro agli psicologi e alle altre figure professionali, ma se non ci diamo da fare ci mangeranno tutti la "pappa" in capo! Io, personalmente, per ora non faccio molto, anche perchè sono isolata. E questo è il primo problema del pedagogista! Però è nostro dovere rispondere, a chi crede che abbiamo a che fare solo con i bambini, che la pedagogia si occupa dell'educazione e della formazione dell'essere umano in generale e che il pedagogista si occupa di questi due settori, nuclei. La vedo molto dura ma sono speranzosa che qualche pedagogista coi fiocchi (di certo non sarò io ma non è importante, l'importante è che cambino le cose) un giorno, anche se forse lontano, riuscirà a modificare il corso degli eventi. In tutti i rami della scienza c'è stato sempre qualcuno che ha positivamente rivoluzionato le cose: basta vedere Basaglia per quanto concerne la psichiatria. E se penso a questo, mi rinfranco.

Grazie per avermi comunicato le vostre obiezioni e le vostre idee!

Un caro saluto !

Isabella

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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da Arek il Ven 4 Mag 2012 - 21:03

Dai Isa, se cerchi spalle conta sulla mia ! tanto non ho mai nulla da fare e quest estate resterò quasi sicuramente disoccupato xD
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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da isabellaparigini il Lun 7 Mag 2012 - 21:08

Va bene Arek! Ma prima di "cercare spalle" e di contare sulla tua spalla reputo sia giusto farti una domanda: ti sta veramente a cuore la pedagogia? E' questa la cosa importante. Da questa premessa parte tutto il lavoro e l'impegno che ci potremo mettere. Sei già sfiduciato, però, dicendo anticipatamente che quest'estate sarai disoccupato e questo, permettimi di dire, non va bene.No

Ti saluto

Isabella:flower:

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Messaggio Da beverly50 il Mer 9 Mag 2012 - 23:43

penso che tu abbia ragione, l'unione fa la forza, purtroppo vedo molta competizione e poca cooperazione, questo lavora contro di noi, ci sono stati grandi pedagogisti nel passato non hanno avuto facile e non lo è neanche per noi.
Ma se non facciamo niente avremo niente, dobbiamo assolutamente fare qualcosa!
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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da Arek il Gio 10 Mag 2012 - 14:12

isabellaparigini ha scritto:Va bene Arek! Ma prima di "cercare spalle" e di contare sulla tua spalla reputo sia giusto farti una domanda: ti sta veramente a cuore la pedagogia? E' questa la cosa importante. Da questa premessa parte tutto il lavoro e l'impegno che ci potremo mettere. Sei già sfiduciato, però, dicendo anticipatamente che quest'estate sarai disoccupato e questo, permettimi di dire, non va bene.No

Ti saluto

Isabella:flower:

mi sta a cuore un lavoro, qualunque strada mi capiti a tiro la prendo piu che volentieri, e credo che la pedagogia debba esser riconosciuta non solo per darmi da mangiare ma perchè sembra una disciplina interessante ed utile in questa società di rimbambiti colossali..mentre lo psicologo ti 'guarda' dall alto in basso un pedagogista è piu 'pezzente' dunque potrebbe esser piu utile in certi ambiti..

W le mie abbreviazioni rozze basate su conoscenze personali e non sui veri fatti globali (questo per dire che non voglio offendere nessuno ma espongo concetti in base alle mie esperienze e con riferimento a cosa ho visto e sentito) xxD
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Messaggio Da ELENA1981 il Gio 10 Mag 2012 - 16:18

Buongiorno, entro in questa discussione anche se non mi riguarda in prima persona (sono iscritta a S.T.P.), ma che reputo interessante perchè condivido in buona parte le idee di Isabella. Volevo solo chiedere ad Arek: per quali motivi dici che lo psicologo ti 'guarda' dall'alto in basso? Io ho conosciuto diversi psicologi, ma non mi hanno dato questa impressione, secondo me è un tuo pregiudizio. E perchè il pedagogista è più pezzente? Psicologo e pedagogista sono 2 figure diverse, con compiti diversi, ma perchè stabilire una gerarchia?

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Messaggio Da isabellaparigini il Gio 10 Mag 2012 - 21:35

Brava Elena. Non bisogna stabilire gerarchie tra una professione ed un'altra, anche perché gli psicologi e i pedagogisti si occupano di due differenti settori anche se possono cooperare nello stesso ambito, per esempio la scuola o il carcere. Anche io non credo che gli psicologi "ti guardano dall'alto in basso". Certo, molti sono così, ma io ho incontrato anche psicologi molto umani ed è per questo che non sento di dare giudizi affrettati. Non bisogna mai generalizzare, "fare di tutte le erbe un fascio". Scusami Arek...ma non capisco la parola pezzente nel contesto delle tue parole. Se il pedagogista è utile, come dici tu, non può essere pezzente.

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Messaggio Da Arek il Ven 11 Mag 2012 - 0:22

Pezzente perchè ha stipendi molto piu bassi di altri specialisti e lavora sul campo diretto come educatore e dunque come 'sostegno' di colui che deve rimetter al mondo, o meglio, di colui a cui deve far capire come il mondo gira e come far parte di quell ingranaggio, almeno di facciata, per viver piu o meno decentemente e non in uno studio dove ce un tipo/a con cui chiaccheri, e se si tratta di ambito carcerario è lo stesso tipo che ti 'giudica' in verbali ai superiori che ti consentono o meno di avere piu o meno diritti..


Nota, puo' esser che stia scrivendo in modo contorto, ma è difficile metter insieme pensieri avendo un compagno di stanza pesantemente brillo che fa karaoke .-.
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Re: UNA "LOTTA" PACIFISTA PER SVOLGERE LA PROFESSIONE DA PEDAGOGISTA

Messaggio Da isabellaparigini il Ven 11 Mag 2012 - 17:16

Beh, in effetti Arek, il tuo discorso è un pò contorto, ma, del resto capisco. Anche io al tuo posto, in mezzo alla confusione e al trambusto non riuscirei a scrivere bene. La frettolosità e la confusione sono i nemici dell'uomo pensatore. Ma ritorniamo al dunque: in effetti i pedagogisti sono sottopagati e questo perché non sono affatto riconosciuti.

Mi sono piaciute molto le parole di Beverly, che vorrei trascrivere ma non so come si fa, comunque la sostanza è questa: se non facciamo niente non otteniamo di certo niente! Brava Beverly50! Sono queste le parole che vorrei sentirmi dire e che reputo giuste!!! Non sono un'idealista, so che magari non otterremo nulla lo stesso, ma almeno potremo dire di averci provato e non avremo nessun rimpianto per essere stati inermi e inerti. Certo è che chi non risica non rosica, chi non prova o rischia, non farà mai niente perché si auto-esclude da solo! E'come la "profezia che si autoadempie"! Pensaci bene Arek!

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